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JOURNAL · 15 NOV 2025

Un Cervo per amico

Un cervo è sdraiato sul pavimento di mattoni davanti alla vetrina di un’attività a Nara, in Giappone.

Ci sono città che si visitano con una mappa. Nara, invece, sembra aver scelto un sistema più semplice: quattro zampe, moltiplicate per un numero che dopo un po’ si smette di contare.

I cervi sono dappertutto. O almeno così pare. Se ne stanno tra le persone con l’aria di chi conosce già il programma della giornata e non ha nessuna intenzione di cambiarlo. Un po’ indisponenti, pretenziosi, decisamente caratteristici: i veri abitanti della città, mentre noi passiamo a fare visita.

Un cervo riposa a Nara, con gli occhi chiusi, tra rocce e ciuffi d’erba.

A guardarli, viene da pensare che dietro quei cuccioli spelacchiati ci sia una città intera da scoprire. Ma, per il momento, il centro della scena se lo prendono loro. I turisti arrivano con macchine fotografiche, sorrisi pronti e una certa sicurezza. Poi un cervo si avvicina, e quella sicurezza comincia a sembrare un dettaglio non indispensabile.

C’è chi prova a dargli da mangiare, salvo scoprire che la distanza ravvicinata è un’esperienza diversa da quella immaginata. Chi si spaventa, chi ride, chi resta immobile con l’espressione di chi sta cercando di ricordare le istruzioni. I cervi, intanto, sembrano poco interessati a queste piccole crisi umane. O forse le trovano perfettamente normali.

Altri turisti si mettono a giocare con loro. Per qualche istante, la scena ha l’aria di un incontro organizzato con grande cura; poi uno dei cervi si imbizzarrisce e partono i gridacchietti. Anche qui, l’imprevisto è parte del programma. Se non altro, è la parte che rende le fotografie meno posate.

Infine ci sono quelli che si ambientano davvero. Non cercano di controllare la situazione, non si agitano se un cervo si avvicina: accettano le regole del gioco, che in quel momento sembrano scritte dagli animali. Loro partecipano, i cervi concedono la loro presenza. Un accordo semplice, senza bisogno di presentazioni.

Io, nel frattempo, faccio foto.

È un modo piuttosto comodo di stare in mezzo alla scena: abbastanza vicino da osservare, abbastanza occupato da non dover spiegare a un cervo cosa sto facendo. Inquadro gli animali, ma anche le persone che li guardano. Perché a Nara i cervi sono protagonisti indiscussi, ma i turisti, con le loro esitazioni e i loro entusiasmi, non sono comparse da poco.

Ogni incontro sembra generare una piccola storia. Qualcuno si avvicina, qualcuno arretra, qualcuno trova il coraggio di restare. E i cervi continuano a passare, con quella calma un po’ altezzosa che viene spontaneo attribuire a chi, lì, si sente a casa.

Non so se si possa davvero diventare amici di un cervo. Ma per qualche minuto si può condividere il gioco, la curiosità, magari anche una certa confusione. Poi ognuno riprende la propria strada: loro, probabilmente senza pensarci troppo; noi con una fotografia in più e la sensazione di essere stati ospiti.

#Giappone#Nara#Viaggio
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